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Da industria del riciclo 10 milioni di ‘nuove’ materie

Industria del riciclo dei rifiuti più forte (nel 2015 il 67%), tanto da confermarsi come caposaldo dell’economia circolare: oltre 15 milioni di tonnellate carta, vetro, plastica, legno e organico vengono trasformate in 10,6 milioni di tonnellate di ‘nuove’ materie prime. Questo il dato che emerge dal rapporto annuale ‘L’Italia del riciclo’ 2016, promosso e realizzato da Fise Unire (l’associazione che rappresenta le aziende del recupero rifiuti) e dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile, presentato stamattina nel corso di un convegno a Roma.

Lo studio mette in evidenza come sia cresciuto il recupero di imballaggi (più 5%; 8,2 milioni di tonnellate, erano 7,8 nel 2014) e il flusso di materie prime seconde, oltre al consolidamento delle filiere del recupero di apparecchiature elettriche ed elettroniche (che supera l’obiettivo dei 4 kg ad abitante l’anno, e intercetta il 41% dell’immesso al consumo), e della frazione organica (più 5%). Ma sono tutte le filiere a mostrare indici in crescita, ad eccezione dell’alluminio che vede diminuire le tonnellate avviate a riciclo (meno 1%) e la percentuale di riciclo sull’immesso a consumo (meno 4%).

Conferma di eccellenza per il tasso di riciclo di carta (80%), acciaio (73,4%), vetro (71%) e alluminio (70%); registrano percentuali di crescita più elevate i quantitativi avviati a recupero di plastica (più 10%) e legno (più 5%). Buoni segnali arrivano anche dal riciclo di pneumatici fuori uso. Il tasso di reimpiego e riciclo di veicoli fuori uso raggiunge l’83% del peso medio. (ANSA).