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Il 30% della raccolta differenziata viene da multimateriale

Oltre il 30% della differenziata sono raccolti con modalità multimateriale, cioè mettendo insieme più categorie di rifiuti: circa 1,9 milioni di tonnellate all’anno (6% della produzione totale di rifiuti urbani) su un totale di oltre 6,3 milioni di tonnellate. Questo quanto emerge dallo studio ‘Analisi dei costi della raccolta differenziata multimateriale’, promosso da Utilitalia – la federazione delle imprese dei servizi ambientali, idrici ed energetici -, su un campione rappresentativo del Paese pari al 24% della popolazione italiana (circa 15 milioni di persone).

Dallo studio che scatta una fotografia sui diversi costi sostenuti dalle imprese sulla base delle diverse combinazioni e modalità di raccolta (stradale o domiciliare) della differenziata, emerge che “non c’è un modo unico per fare la raccolta differenziata”. Dal mare alla montagna, dalle città d’arte alle metropoli, in Italia anche per via delle sue caratteristiche geografiche la gestione dei rifiuti è influenzata da diverse variabili e ogni città è una storia a sé.

Nella ricerca si fa presente per esempio che le imprese che utilizzano almeno una modalità di raccolta multimateriale sono il 94%. I modelli di raccolta sono principalmente cinque, divisi in ‘leggero’ (plastica-metalli e carta-plastica-metalli) e ‘pesante’ (vetro-metalli, vetro-plastica-metalli, carta-vetro-plastica-metalli). Il modello ‘leggero’ incide per il 47%, quello ‘pesante’ per il 53%. Il ritiro ‘porta a porta’ è quello più diffuso sia pur di poco. E il costo di raccolta del multimateriale in Italia è pari a 185 euro a tonnellata.

Nei cinque modelli di raccolta sono sempre presenti i metalli. I modelli più diffusi sono: plastica-metalli (42%), vetro-plastica-metalli (25%), vetro-metalli (23%). Il ‘porta a porta’ vince sulla raccolta stradale con il 51%. (fonte: Ansa)