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L’Unione Europea pronta ad investire oltre 150mln nelle smart city italiane

L’Eit digital (European institute of innovation&technology) ha investito 150 milioni di euro in Italia dal 2010 e promette di investirne altrettanti nei prossimi sette anni, puntando sulle aree segnalate nell’agenda digitale del Paese. Il punto sul lavoro svolto dalla fondazione a oggi e sulle prospettive future e’ stato fatto dai vertici europei e italiani dell’organizzazione, sorta di ecosistema che riunisce oltre 130 società, fra piccole e medie imprese e start up, universita’ e istituti di ricerca. “Siamo fortemente supportati dall’Eit e la nostra missione principale e’ assicurare che l’Europa sia protagonista della trasformazione digitale, grazie alla capacita’ di innovare e agli investimenti sulle persone”, ha affermato Willem Jonker, Ceo di Eit digital. “La cifra penso sara’ confermata nei prossimi anni e, anzi, alla luce del lavoro svolto mi immagino anche di piu'”, ha spiegato Roberto Saracco, direttore del nodo di Eit digital Italy, precisando che le attivita’ svolte “sono allineate con l’agenda digitale italiana e contribuiscono alla sua realizzazione”

Dall’Eit il gruppo ha infatti ottenuto dal 2010 a oggi 300 milioni di euro e, a gennaio, e’ stato firmato un contratto per altri 400 milioni di euro in sette anni, sulla base di una partnership che prevede che sia mobilizzata una cifra tre volte superiore a sostegno di ricerca e formazione. Del miliardo di euro investito finora, 150 milioni di euro sono arrivati in Italia e cosi’ avverra’ anche in futuro: dalle infrastrutture alle ‘smart city’ passando per la pubblica amministrazione, che “e’ potenzialmente un gigantesco motore di innovazione”, e con occhio attento alla formazione: Eit digital Italy ha sede a Trento e un ‘satellite’ a Milano e lavora in partnership con 13 eccellenze italiane dell’Ict (tra queste Poste, Stm, Tim, Reply e l’universita’ di Bologna). Tra le attivita’ svolte negli ultimi anni, ‘3Cixty’, una piattaforma sperimentata all’Expo 2015 e utilizzata ora a Londra e a Sophie Antipolis (Francia), e soluzioni tecnologiche avanzate nel settore delle ‘smart city’ che hanno trovato applicazione a Trento. Sul fronte start up, un esempio e’ l’investimento in Horus, societa’ milanese che produce sistemi indossabili per assistenza ai non vedenti (fonte: Agi)