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Nuova strategia UE per la riduzione e il riciclo dei rifiuti in plastica

La Commissione europea ha varato il 16 gennaio scorso a Strasburgo una nuova strategia con misure specificamente dedicate al problema sempre più grave dell’inquinamento ambientale causato dalla plastica, che mira a ridurre drasticamente e riciclare al massimo i rifiuti di plastica, nel quadro della transizione verso la cosiddetta “economia circolare”.

L’obiettivo principale della strategia sarà quello di assicurare che entro il 2030 tutti gli imballaggi in plastica immessi sul mercato Ue siano riutilizzati o riciclati a costi sostenibili, secondo l’impegno che il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker ha preso nel programma di lavoro per il 2018.

Il pacchetto adottato oggi dal collegio dei commissari comprende diverse iniziative: 1) una comunicazione su una strategia europea sulla plastica in un’economia circolare; 2) una comunicazione sull’interazione tra le politiche in materia di sostanze chimiche, prodotti e rifiuti; 3) un quadro di monitoraggio per l’economia circolare; 4) una nuova direttiva sugli impianti portuali di raccolta; 5) una relazione sulle materie prime essenziali (come le terre rare e il tungsteno); 6) una relazione sulle “oxoplastiche”, materiali in plastica di origine fossile e non biodegradabili, ma contenenti un enzima che li riduce in piccoli frammenti. L’orientamento della Commissione, in questo caso, è quello di arrivare a un divieto delle oxoplastiche, che si presentano come alternative più ecologiche alle plastiche tradizionali ma che in realtà non sono “compostabili” alla stregua delle bioplastiche.

L’unica iniziativa legislativa vera e propria, per ora, è la nuova direttiva sugli impianti portuali di raccolta proposta, che sarà sottoposta al Parlamento europeo e al Consiglio per l’adozione. La direttiva imporrà strutture di raccolta e gestione dei rifiuti in tutti i porti dell’Ue, dove le imbarcazioni e navi di tutte le dimensioni dovranno conferire i propri rifiuti, inclusi gli attrezzi per la pesca industriale, secondo le regole della raccolta selettiva e differenziata. L’obiettivo è garantire che i rifiuti generati a bordo di imbarcazioni o raccolti in mare non siano abbandonati, ma riportati a terra e lì adeguatamente gestiti. Sono inoltre comprese misure volte a ridurre l’onere amministrativo che grava sui porti, le navi e le autorità competenti. (fonte: Askanews)