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Una recente indagine dell'Osservatorio Nazionale dei Rifiuti di Confcommercio fa il punto sulla variegata "geografia" della Tari

Una mappa italiana della tariffa rifiuti

Una recente indagine dell’Osservatorio Nazionale dei Rifiuti di Confcommercio, di cui riferisce il Sole 24 Ore,  cerca di portare un po’ di chiarezza sulla variegata “geografia” della Tari. La tariffa per i rifiuti introdotta nel 2013 è infatti parte integrante della cosiddetta imposta unica comunale e il suo importo varia sulla base delle disposizioni dei singoli comuni.

Dalle rilevazioni dell’Osservatorio nazionale sui rifiuti di Confcommercio emerge che in 5 anni la Tari ha subito un incremento del 55% raggiungendo 8,37 miliardi, con un aumento che tocca quasi 3 miliardi. In più, prosegue il Sole 24 Ore, “secondo lo studio di Confcommercio il 70% dei capoluoghi italiani nel 2015 ha effettuato una spesa complessiva per il servizio di gestione dei rifiuti superiore ai propri fabbisogni e associata con livelli di servizio e prestazioni inferiori”. Questo ha di fatto generato, complessivamente, uno “scarto” negativo, fra quanto speso per la gestione dei rifiuti e quanto poi realmente ottenuto dai cittadini in termini di servizio effettivo, pari a circa 1,3 miliardi di extra, ovvero il 14% della spesa. Dai dati statistici risulta che il capoluogo con il disavanzo più penalizzante è Brindisi con + 97,54%, mentre è Fermo ad ottenere i migliori risultati con -52,08%. Tra i Comuni con la tassa mediamente più cara, segnalati dal quotidiano, troviamo Venezia (289 euro), Salerno (255 euro) e Siena (221 euro).

«Il motivo degli aumenti dei costi e dei divari territoriali dipende – secondo Confcommercio – soprattutto dalla «non corretta determinazione dei coefficienti di produzione di rifiuti e dalla loro distorta applicazione». Per il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, «è assolutamente necessario applicare con più rigore il criterio dei fabbisogni e dei costi standard per evitare che soprattutto le imprese sopportino carichi fiscali eccessivi e crescenti»