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Rifiuti: il nuovo rapporto dell’Agenzia Europea per l’Ambiente

L’Agenzia europea per l’ambiente (Eea), si legge su Green Report, ha pubblicato da pochi giorni un interessante dossier – “Municipal waste management across European countries” –  nel quale viene analizzata la gestione dei rifiuti urbani nei Paesi dell’Unione Europea.

Il dossier rileva come dal 2004 al 2014 (quando si ferma la disponibilità di dati) la percentuale di rifiuti urbani conferiti in discarica nei vari Paesi sia diminuita da un originario 49% ad un più sostenibile 34%, con un calo del 7% nella quantità media di rifiuti prodotti pro capite. L’Italia, passata dai 540 kg per persona del 2004 ai 488 del 2014, registra alcuni significativi passi in avanti, assestandosi al 31% di rifiuti urbani in discarica, in linea con la media europea ma ancora dietro a diversi altri Paesi. Un dato, quello italiano, che resta ancora lontano dal target del 10% di smaltimento in discarica entro il 2030 previsto dalle nuove direttive Ue contenute nel pacchetto economia circolare, attualmente in discussione al parlamento di Bruxelles e che prevede, tra gli altri, anche un obiettivo del 60% di riciclo dei rifiuti urbani entro il 2025.

«Lo smaltimento in discarica cala più rapidamente dell’aumento del riciclo – si legge nel dossier – quando le strategie di gestione si spostano verso una combinazione di riciclo ed incenerimento, uniti in alcuni casi al trattamento meccanico biologico». La Germania ad esempio produce più rifiuti di tutti ma al tempo stesso ne ricicla le quantità maggiori, passando dal 56% del 2004 al 64% del 2014, superando il target Ue del 50% di riciclo entro il 2020.  . Insomma, nonostante gli sforzi profusi nei dieci anni presi in esame dall’Agenzia, soprattutto sul fronte del riciclo, per l’Italia (e per buona parte dell’Europa) la strada da percorrere resta ancora lunga.