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Siccità: dalle acque reflue un sistema per impedirla

Sconfiggere la siccità riutilizzando le acque reflue per irrigare i campi coltivati e per bonificare le falde acquifere: sarà presto realtà grazie al progetto internazionale Menawara, finanziato dall’Unione europea con il programma Eni CbcMed e coordinato dal Nucleo di ricerca sulla desertificazione dell’Università di Sassari.

Il progetto ha come obiettivo quello di contribuire all’aumento della disponibilità idrica per l’agricoltura attraverso l’utilizzo di acque non convenzionali, per ridurre la pressione sulle riserve di acqua dolce, e sarà attuato in Sardegna e poi in Palestina, Giordania, Tunisia e Spagna.

Il programma vede come partner dell’Ateneo sassarese, capofila, cinque realtà nel campo della ricerca agronomica internazionale: il Ciheam, con la sede distaccata dell’Istituto agronomico di Bari, il Weworld-Gvc della Palestina, il National agricultural research center della Giordania, l’Office national de l’assainissement della Tunisia e la Fundacion centro de las nuevas tecnologias del Agua Centa in Spagna. Si incontreranno a Tunisi dal 27 al 29 novembre per il meeting di avvio del progetto, da 2 milioni 903 mila euro finanziato per il 90% dall’Ue. Saranno realizzati 6 impianti pilota per il trattamento delle acque e risultati ottenuti saranno condivisi e trasferiti alle comunità locali per una programmazione tecnica e politica che avrà ricadute dirette su una platea di circa 4.200 utilizzatori potenziali, che grazie appunto a questi impianti potranno avere accesso a risorse idriche maggiori e di qualità più elevata.

In Sardegna l’impianto pilota sarà realizzato ad Arborea (Oristano), in una “zona vulnerabile da nitrati”, in cui le falde sono inquinate. Qui sarà realizzata un’area forestale di infiltrazione con acque di drenaggio prelevate dal Consorzio di bonifica che, dopo essere state filtrate da un sistema naturale, andranno a ricariche le falde acquifere. Il progetto si concluderà nell’estate 2022. (ANSA).