Blog

L'innovativo progetto elaborato dal Computation Institute dell’Università di Chicago

Smart City e Big Data, binomio vincente

A Chicago, si legge sul magazine Rinnovabili, è in corso di sperimentazione un interessante progetto, dal nome “Array of Things”,  promosso dal Computation Institute dell’Università di Chicago. “Tutto si basa su una rete di sensori collocati in punti strategici della città. Già dalla fase iniziale misureranno una gran quantità di parametri vitali, tra cui temperatura, pressione, quantità di luce, vibrazioni, particelle inquinanti come CO, NO2, SO2, ozono, e ancora l’inquinamento acustico, il traffico pedonale e veicolare, la temperatura in superficie.”

In un secondo tempo verranno monitorati anche altri fattori, come il livello delle acque, le precipitazioni, il vento e altri agenti inquinanti. Questo progetto potrebbe rivelarsi uno strumento di grande utilità nel determinare su quali politiche le città dovranno investire risorse nei prossimi anni. L’Array of Things rende infatti disponibili a ricercatori (ma anche ai cittadini) dati in tempo reale e geolocalizzati. Dati che potranno essere studiati, magari per “creare programmi e applicazioni per gestire e sfrondare la mole di informazioni. Obiettivo finale: permettere a politici, amministratori, sviluppatori informatici e residenti di collaborare alla realizzazione di una vera smart city, più efficiente, capace di risparmiare sulla spesa pubblica, in grado di essere proattiva e anticipare potenziali problemi ed emergenze.”

Ma l’Array of Things è pensato anche per fornire servizi utili alla qualità della vita della cittadinanza. Potrebbero ad esempio essere messe a punto app specifiche che consentano a chiunque, tramite smartphone, di venire avvisato “di quale percorso seguire per evitare certi inquinanti o allergeni, modificare il tragitto per evitare le isole di calore, i tratti più congestionati o dove l’inquinamento acustico è maggiore.”